Syremont

0119 Bressanone 93 - Caverna delle Arene Candide

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CAVERNA DELLE “ARENE CANDIDE” (FINALE LIGURE) CONSERVAZIONE DEI LEMBI RESIDUI DEI SEDIMENTI RIMASTI DOPO GLI SCAVI

Roberto Maggi (Soprintendenza Archeologica della Liguria), Mauro Chiavarini, Viviana Guidetti, Adolfo Pasetti (Syremont, Novara)


INTRODUZIONE

Una duna di sabbia silicea bianca, le “Arene Candide”, presso Finale Ligure ha dato il nome all’ampia caverna (m 70 x 20) (fig. 1), che si apre al di sopra del livello attuale del mare, uno dei siti preistorici italiani maggiormente noti sia per gli scavi condotti nel secolo scorso, sia per le ricerche di Bernabò Brea (1940-42 e 1948-50).

Il deposito archeologico si suddivide in due complessi principali: quello pleistocenico e quello olocenico.

La serie pleistocenica, accumulatasi fra circa 26.000 anni BP ed il VII secolo A.D., contiene tracce di sporadiche frequentazioni, con importanti episodi di uso sepolcrale (poco al di sotto di uno strato datato circa 20.500 BP è stata rinvenuta la sepoltura di un adulto giovane, eccezionale per stato di conservazione e ricchezza del corredo, denominata “tomba del Principe”).

 

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